Al Qahira in my mind

‚ÄúNegri, sudeuropei, banditi sardi, arabi, andalusi, ecc‚Ķ: hanno tutti in comune la colpa di avere i visi bruciati dal sole contadino, dal sole delle epoche antiche.‚ÄĚ

(P.P.Pasolini)

Sono un paio di giorni che i ricordi del Cairo mi ossessionano. Associazioni di idee¬†totalmente casuali imbastite da ricordi agrodolci dei pi√Ļ disparati. Ci ho fatto caso proprio perch√® un sacco di situazioni/input anche poco “pertinenti” mi proiettavano di continuo al pensiero dei miei soggiorni in Egitto. Ad esempio¬†una delle notizie che mi sono trovato a leggere ieri mattina appena sveglio era sulla Campagna di prevenzione “Io non rischio l’alluvione” a Olbia, promossa dalla Protezione Civile con lo scopo di informare la cittadinanza gallurese¬†con un sms circa gli improvvisi cambi climatici. Non ne so molto di pi√Ļ, ma vista cos√¨ mi sembra decisamente un’ottima idea. Difficilmente si possono evitare i fiumi di fango, per carit√†, ma essere avvertiti delle possibili minacce certamente potrebbe evitare a un sacco di gente situazioni pericolose come quelle che si sono verificate l’anno scorso sempre in Gallura o il mese scorso in Liguria e Maremma per citare esempi di fresca memoria.

Ad ogni modo, questa notizia mi ha fatto ripensare alla mia prima visita al Cairo, da neofita e spaventatissimo turista in Medio Oriente. Non era la prima visita in un paese arabo, andai in Marocco qualche anno prima, ma la situazione era tutta diversa: in Marocco era una vacanza tra la coloratissima Marrakesh (Murrukush per i puristi) e le prime dune del deserto, appena prima del confine algerino. La situazione era estrememante tranquilla. Oddio, alcuni¬†mesi dopo misero una bomba in uno di quei caf√© spilla-soldi di piazza Jamaa el Fna’ , per√≤ insomma mai e poi l’avresti detto all’epoca. Sto divagando.

Comunque sia, la visita al Cairo era diversa. Era per motivi pi√Ļ nobili della pura scoperta ludica e culturale. Va beh, pi√Ļ o meno. Avevo finito gli esami del primo semestre universitario in imbarazzante anticipo (only god knows..) e mi ero ritagliato un mese per farci quello che mi pareva: Al Qahira vinse la lotteria e io mi ci fiondai. Ci stetti un mese, durante il quale scopr√¨ quanto √® bello il Regno dei Faraoni (e non solo quella porcheria di Sharm!!), quanto √® spaventoso trovarsi in mezzo una marea di gente incazzata (che al primo anniversario della rivoluzione in piazza Tahrir non erano proprio tutti felici!) e soprattutto quanto sia difficile imparare l’arabo!!!

Ok, ma cosa c’entra con l’sms di Olbia? Ecco s√¨, allora. Proprio a causa della mia inesperienza nella regione tentai di viaggiare averagely safe e mi iscrissi al programma della Farnesina per essere avvertiti in caso di ecatombi, morie o semplici maldipancia delle piazze cairote. Ti avvisavano quando qualcosa non andava, proprio con un sms. “Ciao sono Franco dell’ambasciata, guarda fossi in te starei a casa perch√® tira una brutta aria”. Ora, non voglio dire che il servizio fosse fatto male, anzi, per√≤ giustamente capeggiava l’ultra-allarmismo. Cio√®, loro ti dicono, “occhio che oggi POTREBBE succedere qualcosa, non fare lo sciocchino, stattene tranquillo sul divano”. [Eja, sul divano al Cairo. A meno che non fossero quelli della mia amica Nora, manco per scherzo!] Cmq ..Poi, il fatto che quando te ne andavi a farti un giro nelle zone calde con la paura di trovarti come nel sacco di Sarajevo non succedesse mai nulla era solo un sollievo, diciamolo. Che come diceva la Lorenzin¬†l’altro giorno riguardo all’Ebola, meglio l’over-stress della mancanza di reazione! A proposito, non si fanno nomi, ma nei giorni VERAMENTE caldi dell’agosto dell’anno scorso, quando ce¬†ne stavamo tra panico e incredulit√† nelle strade di Game’at El Dewal, un amico che decise di volersene andare perch√® ne aveva viste abbastanza venne davvero abbandonato al suo destino: l’ambasciata non solo non lo aiut√≤ in nessun modo, ma risultava addirittura “chiusa per il fine settimana”. A peggiorare la cosa, un esponente del Ministero degli Esteri di quel Paese dichiar√≤ persino che al momento al Cairo non vi era nessun loro concittadino!!!. Decisamente meglio i messaggini apprensivi di Franco!


Per aggravare la saudade¬†nei confronti¬†del bel Paese sul Nilo oggi ci si √® messo pure il Buongiorno di Gramellini che si √® concentrato sul video di Shoshana Godblessyoumami Roberts, che andandosene in giro per la Grande Mela ha voluto pareggiare i conti con¬†Colette Creepersonthebridge Ghunim. Non saprei dire chi abbia “vinto”, certo √® che la situazione non √® molto dissimile. Mi piacerebbe che si facessero video simili in quanti pi√Ļ possibili¬†possibili. E anche da maschi avvenenti. Sicuramente sarebbe un esito sociologio e un dibattito eterno prenderebbe piede. Beh, questo ricordo ovviamente mi ha riportato alle strade caotiche della capitale egiziana dove chiunque viene guardato pi√Ļ del necessario, a maggior ragion le donne. Tra gli¬†assalitori onanistici che perseguitavano la mia coinquilina e i vari¬†lahma biada¬†(carne bianca),¬†ia gazela¬†(o Gazzela) e via peggiorando che si becc√≤ la mia ragazza quando venne a trovarmi, non √® certo una delle cose che preferisco ricordare del Cairo. Per√≤…cos√¨ √®. Ovviamente ci sarebbero tanti per√≤.. bisognerebbe fare TANTE precisazioni prima di buttare tante carne al macero e di pensare alla condanna globale del genere maschile. Io, dal mio piccolo, volevo¬†solo lasciar¬†scritto che, alhamdulellah, c’√® sempre una reaccion positiva¬†ogni volta che il marcio prede il sopravvento. C’√® sempre chi ti fa ringraziare la¬†divinit√† pi√Ļ vicina quando meno te lo aspetti. Ad esempio, il fenomeno delle¬†sexual harassment¬† si present√≤ come dilagante durante le manifestazioni di Piazza Tahrir e dintorni, furono proprio un piccolo gruppo di giovani incazzati a cercare di protegere le donne che venivano assalite in Piazza. Non fu una risposta istituzionale, non fu una misura contenitiva efficace, ma fu un segnale, chiaro e forte.

BEWS fa parte del sottotitolo di questo blog proprio perchè credo sia importante andare a cercare sempre la bellezza. Non per far finta che il rotten  non esista ma perchè cada uno de nosotros elige que es lo que prefiere observar. B sta appunto per un fantasiosissimo Beautiful.

Ad ogni modo,mi sono dilungato persino troppo. E persino senza mettermi a dire nulla su come si √® evoluta, da quando ho smesso di occuparmene, la situazione politica. Ma c’√® mancato poco ūüôā

Wahashteni ia Masr: illi iashrab min maya innil, ierga lahu tani! (InshaAlla’)

Canzone di riferimento: https://www.youtube.com/watch?v=JRtHYiWmsoA&list=PL0QTieq7Kjj83Vn1JvP9HM57ct0ntnJ6E

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Clear it out: in the clouds with no doubts.

“Cosa mai spinse l’ingegno umano a inventare e tramandare ai posteri
tante discipline ritenute nobili, se non la sete di gloria?
Folli davvero gli uomini che hanno creduto di conquistare a prezzo di tante faticose veglie
quella fama di cui niente pu√≤ essere pi√Ļ vano. Ma intanto voi dovete alla Follia
i tanti ed eccellenti agi della vita, e il pi√Ļ gradito di tutti √®
il profitto della follia altrui.”
(Desiderius Erasmus)

As much as I would like to keep it simple and in my own language, this would hardly be the case. Both, people and situations involved in my daily life are rarely related to my mother tongue. But..although my job and my work are normally either in English or Spanish, in neither language I reached a fluency and an ease in expressing that helps me feeling confortable with its use.

Each introduction should go with a brindisi: a nice, pleasant and warm glass of wine. These glasses were have been the main feature of our closing night in the fancy capital of Azerbaijan, Baku. The City of Wind that dominates over the Land of Fire.

This particular table and brindisi are¬†a clear example of how the eternal¬†circularity of time decides to manifest itself in everyone’s life with different shapes and phenomenology, mixing future and past pitching our present within a thick composition of illusions and deja-vu.

Well, pozzo, I’ll POP out. Everything will sooner or later make sense.

Soundtrack and subject: https://www.youtube.com/watch?v=Ow_OjkSLZDI&list=RDC-1mYXVP1Ok&index=3

First Step

Viaggi No-stop
go -Go! 
giorni, mesi
storie buone
Paki presi

Un’azione inizia sempre con una scelta. Che sia una frazione di secondo o una riflettuta chiamata, l’istante in cui decidi di agire √® la prima manifestazione dell’azione stessa. Cos√¨ mi ritrovo¬†solo¬†adesso a scrivere, ma questo blog √® stato aperto anni fa, sulle pagine di quadernini di pelle comprati in un arrugginito dialetto egiziano da Mohammed in via del Pratello e riempiti ai piedi delle dune del microscopico e turistico deserto delle Canarie.¬†Allo stesso modo, nonostante mi trovi con il corpo in Terra Patria, la mia mente si proietta confusamente tra un immediato futuro asiatico e un passato sudamericano che mi ha lasciato tracce pi√Ļ nel sangue che nella memoria.

Ho sempre amato la favella, scritta meno che narrata, ma probabilmente it’s just a matter of timing. Scrivere richiede molta pi√Ļ pazienza ed √® un gesto infinitamente pi√Ļ intimo che una chiacchierata, per quanto profonda possa questa essere. Ora che la mia vita si riempe di una connotazione professionale che con la scrittura ha in comune solo la definizione, mi sento in dovere verso la realt√† delle cose di fare lo scrittore almeno in piccolo. Per ci√≤ e per gratitudine e giustizia verso coloro che vorrebbero ma non hanno la possibilit√† di seguire le orme di una vita perfetta come quella che mi √® stata regalata, √® giusto mettere gi√Ļ qualche resoconto, racconto, storia.

Cos√¨ comincia, un po’ prolisso alla Walter Scott, il mio viaggio sulle pagine “cibernetiche” del diario che tutti dovrebbero avere secondo i manuali di giusta vita.

Ah, una postilla: non rileggo mai quello che scrivo, come regola personale dettata dalla pigrizia pi√Ļ che da una precisa ragione.

Sostegno sonoro: https://www.youtube.com/watch?v=kNCnDTV2XJE