23.6900.

Tra il gruppo dei ‘ragazzi di Via Pianisperna’ e lui (Ettore Majorana) c’era una differenza profonda: che Fermi e i ragazzi cercavano mentre lui semplicemente trovava. Per quelli la scienza era un fatto di volontà, per lui di natura. Quelli lamavano, volevano raggiungerla e possederla; Majorana, forse, senza amarla la portava (…) un segreto dentro di sé,al centro del suo essere

Sono ritornato a muovermi. Ho ripreso in mano camice e libri e mi sono rimesso a fare il solito 23-kg life style. Stavolta la destinazione, cambiata all’ultimo mi ha rimesso in balia delle correnti Oceani centro americane. Lasciatomi per il momento alle spalle il preoccupante Paki presi, l’Industria,innominabile e d’ora in poi Innominata, mi ha proiettato tempo zero in pieno Paradiso. 7000km di Oceano tra lo spagnolo peninsolare di partenza e quello zuccheroso e al Ron della Repubblica Dominicana.

La traversata di oggi è stata estremamente solitaria, vuoi perchè il mio vicino tedesco era en su dia (vida, n.d.r.) malo e che quindi i miei miseri sforzi di cimentarmi con quelle tre fesserie che so dire nella sua lingua (Riesepass, Guten Appetit e Fielen Dank…du bist wunder schon non mi sembrava il caso!) sono finiti in grugniti e poco più; vuoi per un contrastante umore che in qualche modo mi ha fatto sentire come su quel San Francisco-Milano di 10 anni fa, quando per la prima volta mi trovavo a lasciarmi alle spalle volontariamente delle persone che non sapevo se e quando avrei rivisto.Comunque sia, il mio compagno di viaggio, ugualmente loquace, ma nettamente più interessante, si è ritrovato ad essere Ettore Majorana, presentato niente popò di meno che da Leonardo “StorieSemplici” Sciascia (rubato a Luana “LibridelLiceo” C., n.d.r.). Che storia assurda, soprattutto perchè sia Sciascia che Lea Sattini, che lo commenta, ci buttano dentro Heisenberg, Bohr, Einstein e il Galileo di Brecht. Un po’ contorto ma super affascinante.

Il caso vuole che, dopo i due pasti, gli innumerevoli sonnellini e le 107 pagine di Sciascia mi sia venuta a togliere le cuffie e salutare la mia collega che onlygodknows era sul mio stesso aereo…mentre nessuno dei due lo sapeva. Mah, come detto l’Industria è Innominata e Innominabile. Beh, al di là di questo e al di là che é cominciato l’atterraggio quando mancavano 11 minuti al Falcone Maltese che non saprò mai come va a finire – ma mi ricorderò a lunghissimo quanto sia chulo Humphrey Bogardt arrivare a LAs Americas, buttare via il giaccone invernale e soffrire di eccesso di umidità non ha prezzo. Così, per il terzo inverno riesco a beccarmi parvenze o più di estate. Right on.

PS: Comprare Dylan Dog – Terrore ad Alta quota it was not a good idea.

Buenas Noches capitalenos: https://www.youtube.com/watch?v=t0DeJ5HeG8o

 
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