“Que puedo hace’ pa’ ayudarte?”

Siamo situati all’interno della natura; e dovrebbe essere posto fuori di essa il nostro inizio, la nostra origine? Viviamo nella natura, con la natura, della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati da essa? Quale contraddizione!

(Feuerbach)

Ci sono cose che inevitabilmente ti lasciano perplesso.

Trovarsi un guardiano notturno che sventola in faccia al giovincello di turno la sua pistola spiegandogli come ha sgominato una gang di ladruncoli (secondo lui erano 4 colossi che armati fino ai denti cercavano di portarsi via l’auto in spalla, ovviamente!) che cercavano di rubargli l’auto. Altrettanto ovviamente il giovincello non sa bene se il privato difensore dell’ordine (?!) è effettivamente l’eroe della sua alcolicisima serata o se invece è semplicemente alla ricerca di una lauta mancia (che non riceverà perchè il giovane di fronte alla canna del revolver ha tirato su il finestrino e ingranato la prima).

Trovarsi in una discoteca e assistere ai più strani spettacoli televisivi. Dalle partite della Fiorentina a 4000m in un boliche sulle Ande a una macabra e violentissima lotta tra galli in un compado caraibico (con tanto di banco per le scommesse!!)

Le frasi che un poliziotto corrotto può rifilare al compiacente guidatore di per giustificare il fatto che sta cercando di allungare il suo misero stipendio con la più vecchia delle illegalità. Più che giustificabile in realtà quando si pensa che la “mancetta” corrispondente più o meno al valore di mercato di un MEZZO pranzo in un ristorante di lusso, corrisponde anche a un TERZO del suo stipendio mensile.

Trovarsi cartelli di divieto di portare armi in luoghi impensabili. O forse oddio, a pensarci ci puoi anche pensare, ma quantomeno non ci speri. Dalla coda per prendere un aereo di EgyptAir al bar immacolato sulla più moderna autostrada del Caribe.

Quella sensazione che ti fa storcer il naso di fonte a quelle città che grazie a recenti super-introiti si sono ricostruite lucenti e talmente perfettamente uguali a modelli di bellezza consolidati da risultare non solo volgari ma anche un po buffe e goffe. Un po come i nuovi ricchi, che non avanno mai la noncuranza e l’abitudine alla ricchezza di chi ricco che ci è per nascita. E qui non si fanno esempi per non perdere buone amicizie 🙂

Un cavallo bianco che ti appare sulla rotta per il deserto, quando i tuoi compagni di viaggio si sono addormentati nonostante la straordinarietà del paesaggio lunare che ti circonda (anche della bellezza ci si stanca presto!) e tu che hai appena riaperto gli occhi non sai se era vero o se invece te lo sei immaginato.

La prima reazione a un momento di pioggia mentre in cielo splende il sole. O la prima istintiva reazione alla pioggia mentre sei in mare a giocherellare con la tavola da surf, che ti lascia titubante sul da farsi.

Pensi Invece ti rendi conto che osservando, prendendo un secondo tutto ha un senso e rientra nelle infinite sfaccettature dell’esistenza e nelle innumerevoli maniere di rispondere alle variabile esterne (cavallo a parte!). Tutte manifestazioni di quel naturale adattamento alle circostanze che ti portano a dire sì o no a seconda del momento. Bah mi fermo se no faccio la fine di Proust.

Ya tu sabe’ mi amol: https://www.youtube.com/watch?v=LUk73pUe9i4

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