Una monetina a te…ma solo quella!

-“Anda, Anda, ya me las devolverás, para eso somos amigos.”

-“Pero tardaré, me e quedado sin diner”

-“No tengo prisa, hombre; no pongas esa cara: va a creer que la gente que nos peleamos! Y no es eso, verdad?”

-“Es que ademas …”

-“No me lo digas, ahora te apetece convidarme a tomar algo. A que es eso? Pues, convídame, hombre. Cuídame. Por qué no? Toma este dinero, es tan tuyo como si lo sacaras de un banco, pagando luego intereses.”

J.L. Sampedro

Non ricordo se fosse Pirandello o Calvino, che diceva che la storia o  si vive o si scrive. Beh, stasera mi sembra super azzeccato: mi chiudo nel mio cubicolo bianco e scrivo.

Come se non lo facessi mai..ma questo è per piacere, e per invito. Considerando le cose, mi farei prendere dalla marea e dai flussi della politica internazionale. Mi metterei volentieri lì ad analizzare il triangolo caraibico tra USA-Cuba-Venezuela, dove entra mezzo continente che soffoca per qualche barile di petrolio. O sulle pratiche disumane dei guerriglieri in Mesopotamia che non fanno altro che ripetere le tattiche di tutta la storia, spaventando i nemici con brutalità, come facevano Attila y Vercingetorige. (e anche qui i barili di petrolio non c’entrano poco!). O ancora delle triangolazioni Europee, con la Grecia-underdog che si prende delle rivincite con quell’ometto lì che ha capito fin troppo bene quanto può fare male a Bruxelles, ma soprattutto a Berlino, e si fa coccolare un pò da tutti, facendo sfregare le mani all’Orso Putin. E tante altre sfumature di questo nostro crazy mundo.

Ma non mi va per più di un paragrafo y ya està! Stasera mi concentro sulle monetine. Sì, come Silvestri. Però non per denunciare vizi sociali, ludopatia o, come fanno qui, accusare le chiapiadoras di necessitarle come se fossero un telefono pubblico (questa poi chi è interessato gliela spiego). No in questo caso le monetine sono tutto quello che mi è rimasto e la ragione per cui mi ritrovo qui a scrivere. Piacere del farlo a parte.

Stasera ho scoperto per l’ennesima volta le complessità della liquidità dei mercati internazionali…o delle mie tasche. Finite le banconote e dimenticato il PIN della carta, mentre il fuso orario che potrebbe aiutarti sta chiaramente assaporando la comodità delle nuvole oniriche di Morfeo, mi concentro su questo foglio bianco invece di assaporare una Brugal con hielo o una Presidente!

Quantomeno stavolta ho il mio bel tetto sotto cui ripararmi. Una delle ultime volte che mi successe ero nel cuore di Helsinki senza un Euro e impossibilitato a usare la carta……..era il 23 dicembre! Meno male che il baratto me l’hanno insegnato a scuola. Lì manco le monetine mi restavano dopo il panino della stazione.

 Mi sembra una vita vita fa, ma quando ero a Santiago le monetine erano all’ordine del giorno. Mi ricordo una volta, la racconto ancora come aneddoto ogni volta che mi capita, che ero a fine fine mese e mi ritrovavo giusto le provviste nel frigo per arrivare al fatidico giorno di refresh. Però. Ah, ovviamente c’è un però. Nell’ambiente calido e festoso dell’Erasmus è impensabile sopravvivere tre o quattro giorni senza ricevere un invito a cena/ bere qualcosa. E sì, anche in quel frangente arrivò. E non tardò mica tre giorni. Bueno, su ste cose ho sempre prediletto la sincerità, no matter what, quindi, mi faccio chiamare dal mio amicone Bob (sì anche il telefono era vuotissimo!) e gli spiego che bla bla bla sono un poveraccio, che non ho intenzione di farmi offrire tutto ecc. Beh to make a long story short, sono uscito con forse 1 euro e 70 c e sono tornato a casa qualche 6/7 ore più tardi, con tre cene sul groppone, un numero considerevole di birre e orujo al seguito e soprattutto, con un paio di euro di più rispetto a quello che avevo prima di uscire. E senza chiedere niente a nessuno. Non ho capito alla data odierna cosa sia successo. COME.

O in Svezia! Ah, Stoccolma. Santa Stoccolma. Cariiiiisssima Stoccolma. A quattro giorni dall’aereo mi ritrovo con solo i soldi per l’ostello. E va beh che un amico farmacista di Amburgo mi ha sempre detto che a non mangiare per quattro giorni il tutto corpo si libera di tutte le impurità, però anche lì era Novembre e i pinguini c’erano già. Non credo mi avrebbe fatto troppo bene. Again, per tagliar corto, ho scoperto che esisteva un ostello che ti metteva a disposizione la pasta, nada mas. Beh troppo facile!! mi sono fatto amici tutti i canadesi e gli spagnoli dell’ostello e gli ho fatto da cuoco per il resto dei giorni, loro mi portavano il sugo che preferivano e io gli regalavo una magia culinaria. Tavolate da 20 persone alla volta. Sagra di Stoccolma!

E ovviamente ce ne sarebbero un altro paio di vicende, cominciando dalla carta pappata da un finto bancomat al Cairo o dalle passeggiate sulla Rotschild a Tel Aviv per capire come mai i bancomat no si comportassero come io volevo e non mi sfornassero tanti bei Shekel colorati.

Ay, sì, el dinero no es lo mio. se un giorno avrò un posto relazionato alle finanze questo mi si potrà echar en cara. Per adesso è solo buffo e incomodo.

Ad ogni modo, in realtà stasera sarebbe tutto più più facile, ma ho colto l’occasione per ributtare giù due righe. E per riascoltare Daniele Silvestri. Yes, I know.

Però, cazzo, con sto pippone mi sono perso una notte di luna piena, maledette monetine. Ma non è troppo tardi: se esco con i miei 100 Pesos vediamo poi come torno a casa!

Me lo sono pensato a fondo, poi…hanno vinto Mozart y lo’ montro’: https://www.youtube.com/watch?v=ap1Ms_XH1YY&list=RDGLIqSRSXxPA&index=27

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