“Que puedo hace’ pa’ ayudarte?”

Siamo situati all’interno della natura; e dovrebbe essere posto fuori di essa il nostro inizio, la nostra origine? Viviamo nella natura, con la natura, della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati da essa? Quale contraddizione!

(Feuerbach)

Ci sono cose che inevitabilmente ti lasciano perplesso.

Trovarsi un guardiano notturno che sventola in faccia al giovincello di turno la sua pistola spiegandogli come ha sgominato una gang di ladruncoli (secondo lui erano 4 colossi che armati fino ai denti cercavano di portarsi via l’auto in spalla, ovviamente!) che cercavano di rubargli l’auto. Altrettanto ovviamente il giovincello non sa bene se il privato difensore dell’ordine (?!) √® effettivamente l’eroe della sua alcolicisima serata o se invece √® semplicemente alla ricerca di una lauta mancia (che non ricever√† perch√® il giovane di fronte alla canna del revolver ha tirato su il finestrino e ingranato la prima).

Trovarsi in una discoteca e assistere ai pi√Ļ strani spettacoli televisivi. Dalle partite della Fiorentina a 4000m in un boliche sulle Ande a una macabra e violentissima lotta tra galli in un compado caraibico (con tanto di banco per le scommesse!!)

Le frasi che un poliziotto corrotto pu√≤ rifilare al compiacente guidatore di per giustificare il fatto che sta cercando di allungare il suo misero stipendio con la pi√Ļ vecchia delle illegalit√†. Pi√Ļ che giustificabile in realt√† quando si pensa che la “mancetta” corrispondente pi√Ļ o meno al valore di mercato di un MEZZO pranzo in un ristorante di lusso, corrisponde anche a un TERZO del suo stipendio mensile.

Trovarsi cartelli di divieto di portare armi in luoghi impensabili. O forse oddio, a pensarci ci puoi anche pensare, ma quantomeno non ci speri. Dalla coda per prendere un aereo di EgyptAir al bar immacolato sulla pi√Ļ moderna autostrada del Caribe.

Quella sensazione che ti fa storcer il naso di fonte a quelle citt√† che grazie a recenti super-introiti si sono ricostruite lucenti e talmente perfettamente uguali a modelli di bellezza consolidati da risultare non solo volgari ma anche un po buffe e goffe. Un po come i nuovi ricchi, che non avanno mai la noncuranza e l’abitudine alla ricchezza di chi ricco che ci √® per nascita. E qui non si fanno esempi per non perdere buone amicizie ūüôā

Un cavallo bianco che ti appare sulla rotta per il deserto, quando i tuoi compagni di viaggio si sono addormentati nonostante la straordinarietà del paesaggio lunare che ti circonda (anche della bellezza ci si stanca presto!) e tu che hai appena riaperto gli occhi non sai se era vero o se invece te lo sei immaginato.

La prima reazione a un momento di pioggia mentre in cielo splende il sole. O la prima istintiva reazione alla pioggia mentre sei in mare a giocherellare con la tavola da surf, che ti lascia titubante sul da farsi.

Pensi Invece ti rendi conto che osservando, prendendo un secondo tutto ha un senso e rientra nelle infinite sfaccettature dell’esistenza e nelle innumerevoli maniere di rispondere alle variabile esterne (cavallo a parte!). Tutte manifestazioni di quel naturale adattamento alle circostanze che ti portano a dire s√¨ o no a seconda del momento. Bah mi fermo se no faccio la fine di Proust.

Ya tu sabe’ mi amol:¬†https://www.youtube.com/watch?v=LUk73pUe9i4

Chinola.

Un pais sin musica es como una fiesta sin mujeres

(proverbio)

Sapore dolce amaro.

Come leggere che¬†al Cairo per l’ennesima volta √® successo tutto e niente.

Come rendersi conto che ti sta passando dietro il Presidente e tu sei li a cincischiare sulla sedia a girello.

Come alcuni piatti sardi e turchi.

Come gli occhi verdi sulla pelle giallognola.

Como acabar un trabajo mal hecho.

Come un’esperienza estetica fine a s√© stessa.

Come Asterix senza un’ala.

Come vivere in in un paese senza visitarlo.

Come sentire una canzone di Battiato e non concentrarsi sulle parole.

Come oggi l’anno scorso.

Come i regali di chi non ha niente.

Come una spiaggia di cemento.

Ma pi√Ļ buona.

Simply like this: https://www.youtube.com/watch?v=yitIasOdWvY

23.6900.

Tra il gruppo dei ‘ragazzi di Via Pianisperna’ e lui (Ettore Majorana) c’era una differenza profonda: che Fermi e i ragazzi cercavano mentre lui semplicemente trovava. Per quelli la scienza era un fatto di volont√†, per lui di natura. Quelli lamavano, volevano raggiungerla e possederla; Majorana, forse, senza amarla la portava (…) un segreto dentro di s√©,al centro del suo essere

Sono ritornato a muovermi. Ho ripreso in mano camice e libri e mi sono rimesso a fare il solito 23-kg life style. Stavolta la destinazione, cambiata all’ultimo mi ha rimesso in balia delle correnti Oceani centro americane. Lasciatomi per il momento alle spalle il preoccupante¬†Paki presi,¬†l’Industria,innominabile e d’ora in poi Innominata, mi ha proiettato tempo zero in pieno Paradiso. 7000km di Oceano tra lo spagnolo peninsolare di partenza e quello zuccheroso e al Ron della Repubblica Dominicana.

La traversata di oggi √® stata estremamente solitaria, vuoi perch√® il mio vicino tedesco era¬†en su dia (vida, n.d.r.) malo¬†e che quindi i miei miseri sforzi di cimentarmi con quelle tre fesserie che so dire nella sua lingua (Riesepass, Guten Appetit e Fielen Dank…du bist wunder schon non mi sembrava il caso!) sono finiti in grugniti e poco pi√Ļ; vuoi per un contrastante umore che in qualche modo mi ha fatto sentire come su quel San Francisco-Milano di 10 anni fa, quando per la prima volta mi trovavo a lasciarmi alle spalle volontariamente delle persone che non sapevo se e quando avrei rivisto.Comunque sia, il mio compagno di viaggio, ugualmente loquace, ma nettamente pi√Ļ interessante, si √® ritrovato ad essere Ettore Majorana, presentato niente pop√≤ di meno che da Leonardo “StorieSemplici” Sciascia (rubato a Luana “LibridelLiceo” C., n.d.r.). Che storia assurda, soprattutto perch√® sia Sciascia che Lea Sattini, che lo commenta, ci buttano dentro Heisenberg, Bohr, Einstein e il Galileo di Brecht. Un po’ contorto ma super affascinante.

Il caso vuole che, dopo¬†i due pasti, gli innumerevoli sonnellini e le 107 pagine di Sciascia mi sia venuta a togliere le cuffie e salutare la mia collega che onlygodknows era sul mio stesso aereo…mentre nessuno dei due lo sapeva. Mah, come detto l’Industria √® Innominata e Innominabile. Beh, al di l√† di questo e al di l√† che √© cominciato l’atterraggio quando mancavano 11 minuti al Falcone Maltese¬†che non sapr√≤ mai come va a finire – ma mi ricorder√≤ a lunghissimo quanto sia¬†chulo Humphrey Bogardt¬†arrivare a LAs Americas, buttare via il giaccone invernale e soffrire di eccesso di umidit√† non ha prezzo. Cos√¨, per il terzo inverno riesco a beccarmi parvenze o pi√Ļ di estate. Right on.

PS: Comprare Dylan Dog РTerrore ad Alta quota it was not a good idea.

Buenas Noches capitalenos: https://www.youtube.com/watch?v=t0DeJ5HeG8o

 

L’acqua √® poca e l’Oca non galleggia

Me ca#o en la ¬£$%&…lo hab√¨a escrito ya todo!!!!!!! Prima di tutto salva tutto, come no. Comunque ricominciamo!

Yaser ten√¨a un nudo en el estomago. Despu√®s se le pas√≤. Encontr√≤ un modo dce ver las cosa con optimismo. Record√≤ ¬†el miedo con el que viv√¨a fuera de la c√†rcel, simpre asustado por el sonidos de los morteros y dispros, y con temor a que le sequestraran o le detuvieran. Ahora no hab√¨a nada que temer. En la prisi√≤n estaba seguro y al mismo tiempo nada estaba en sus manos. Ni siquiera el destino de su familia(…) dej√≤ de pensar en ellos para no volverse loco. Opt√≤ por lo basico: dormir algo, comer algo, no crearse problemas con los soldados (..). Y rezar.
O. Rodriguez

Primero, perdonad los accentos y las demas porquearìas!

El hombre mojado no teme la lluvia…cual mejor t√¨tulo para empezar una aventura en la mas lluviosa ciudad de Espa√Īa? Como no coger ese libro etre los demas miles de ejemplares?! No importaba mucho si hablaba de guerras en Oriente Medio y si el titulo se refer√¨a a un dicho arabe…yo lo queria. Yo estaba all√† por algo, eso estaba all√† por algo.

Bueno, pero… yo porque estaba all√†? Como el libro, interferencias c√≤smicas! Yo quisiera hacer mi Erasmus en Kobenhaven, pero no me elegieron y he sido bastante listo para meter un destino que nadie quer√¨a: Santiago de Compostela. Ni hoy lo he entendido del todo lo bien que me hizo.

Todav√¨a me acuerdo del examen preliminar en espa√Īol:

Examinadora: “Usted habla espa√Īol?” (dudo que no me haya tuteado en realidad!)

yo: “Si, se√Īora!”(si me lo pienso ahora, que verguenza!)

E: “Que ciudad has elegido?” (x3)

yo: Santiago de Compostela, Se√Īora (repito, que verguenza!)

E: “Cuantos meses? (otra vez, x3)

yo: “9, se√Īora” (puedo meterle una carita aqui?????)

E: “uff..te lo vas a pasar teta con toda esa lluvia!”

S√® lo que me ha dicho solo porque me lo explic√≤ el t√¨o sentado a mi lado. O sea, siempre he sido bastante intuitivo con los idiomas, por eso me he ganado el ticket para el Erasmus con 5 palabras (sin contar las “se√Īoras”!), pero la muy chula hablaba en un terrible acento malague√Īo -cosa que descubr√¨ a la vuelta, por supuesto!

Bueno bueno bueno .. de todas maneras, hab√¨a podido no decir nada, √®ramos dos para tres plazas! Y para mi lo mejor:¬† A mi me daba igual, la verdad, ten√¨a 21 a√Īos y solo quer√¨a pirarme..Santiago, Hamburg, Gdansk! Que importa la geograf√¨a.

Y que a√Īo al final!

Santiago es una ciudad que tiene una conotaci√≤n espiritual que trascende incluso la religiosidad. Vive de una magia que ha sobrevivido a siglos, culturas y creencias. El Triskel, su s√¨mbolo heredado por la cultura celta, habla mas que mil historias. Que tiene que ver eso all√†? Bueno porque esa ruta ha sido all√†, abierta a los peregrinos mucho antes del Mata Moros. Cuando los animales mas sagrado eran los que hoy utilizamos pare el foie gras¬†y las chaquetas. Cuando el gioco dell’oca¬†era una realidad diaria y cuando el destino final no era la¬†Catedral sino las Rocas de la Fin del Mundo. (FinisTerrae)

Obviamente, esto pensamientos los elabor√® luego. De aquellas era solo fiesta, diversi√≤n y cachondeo. Pero al final te acordabas de la magia, se percib√¨a. Paseando por esas peque√Īas rutas que por la noche se hac√¨an de naranja por el color suave¬†las farolas, encontrandose en un d√¨a de sol en Fevrero y comiendo en la madriguera¬†de las brujas.

Y la lluvia es parte de la magia.
En Galiza la lluvia no molesta, es parte de tu existencia. El paragua hace falta si y no Рyo con mi bòina llegaba sin problemas. Si no la aguantas, no es su culpa, sino tuya. Es ella que manda, pero no es tirànica.

Non √® quella disastrosa come quella che viene gi√Ļ qui s√Ļ in questi giorni. Es incre√¨ble, pero no, no molesta!

Y al final, una de las grandes verdades que me he llevado desde mi vida en Galiza, tambien ten√¨a que ver con la lluvia, mas o menos…

Mexan por un e hai que decir que chove

Heste recuerdo sentimental ha sido favorido por : https://www.youtube.com/watch?v=8MRewndd_eY&index=16&list=PL7BA01CDD366B831D

Casa. Casae. Casae.

Adesso taciutasi la voce, tutto rientrava nell’ordine, nel disordine, consueto.
(Il Gattopardo)

Da dove principiamo?¬†Avere un’opinione chiara e ben costruita √® senza alcun dubbio una delle cose pi√Ļ complesse che ci siano. Mi spiego. O meglio, SI spiega. Wittgenstein diceva: “Il linguaggio¬†√® un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un’altra parte, e non ti raccapezzi pi√Ļ“. Mannaggia! Per√≤ diceva anche: “Chi volesse dubitare di tutto, non arriverebbe neanche a dubitare. Lo stesso giuoco del dubitare presuppone gi√† la certezza.” Uff, salvo.

Gli stimoli di stasera sono stati un Montalbano d’annata e la peana dedicata da un amico alla mia citt√†, alla sua citt√†. Il pensiero di riferimento: il senso di appartenenza. Come strascico o ci√≤ che elaboravo ieri, stavo pensando a cosa fosse per me una dimora. Dopo questi mesi “a casa” e quelli precedenti saltellando da una parte all’altra dell’Oceano, mi domandavo perch√© sia cos√¨ complesso trovare una quiete e una matrice identificativa. Ad esempio, al di l√† dello scarso sentimento patriottico nei confronti della citt√† che mi ha dato i natali, non mi sognerei nemmeno mai di dire “la mia Sicilia”. Un po’ perch√® non vorrei io, ma soprattutto perch√® non vorrebbe Lei. Cos√¨ come non potrei nemmeno tacciarmi di essere Istriano o di aver assunto per simbiosi una delle tante “di Origine Controllata” nei vari luoghi che mi hanno accolto: dal Campidano, alla California, passando per la Galizia.

Per√≤…con la Trinacria c’√® qualcos’altro che non so bene come spiegare.¬†LA nostra relazione √® iniziata tardiva, ma forse un po’ come questo blog, era gi√† in potenza molto prima di esserlo in Atto. Mi ricordo la prima volta che¬†scesi¬†con mia nonna. Mi misero in mano una Golf 2000eccetera con un’assicurazione chiaramente contraffatta, mi si permise di fumare alla guida e di autogestirmi in mezzo al traffico insensato delle province agrigentine. Mai, mi capit√≤ di sentirmi cos√¨ a casa come in quei primi momenti.

Quella¬†terra dove i cognomi sono impronunciabili e quando si shpara non √® peffare una rumorata. Quella terra, fatta di gelosie e bellezze non espresse, “isola segreta dove le case sono sbarrate e i contadini dicono d’ignorare la via per il paese nel quale vivono e che si vede l√¨ sul colle a dieci minuti di strada, in quest’isola, (dove) malgrado l’ostentato lusso di mistero, la riservatezza √® un mito.”

E’ questo il mio omaggio ad un amore mal consumato verso Colei che √® complice della mia Esistenza, ma che forse non √® nulla di pi√Ļ di un’idea. Ok questo √® finito, ma poi c’√® dell’altro. Perch√® se fosse cos√¨ semplice non servirebbe il Wittgestein iniziale.

Cosa sono le origini? Dove si appartiene? Perch√®? Ma anche quando? soprattutto, con chi? In che senso? A che pro? E in quale direzione? Quale necessit√† ci impone di autoidentificarci con il nostro luogo di origine? Ha ragione di nuovo Fromm con l’analisi delle relazioni con le interiorizzazioni? O la sciapa e basilare analisi naturale simil pax britannica? Quanto pu√≤ essere incidente la falta¬†di senso di appartenenza? E la maniera di elaborare pensieri in forma di lingua quanto condiziona i nosti gesti?

Rispondere non è poi così necessario dato che le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore. Perciò, penso solo al buddista meraviglioso che tenta di fermare la latinizzazione della lingua araba attraverso i 36 stratagemmi dei Ching, che caso vuole sempre dal centro del Nostro Mare arriva:

E ti vengo a cercare (…) perch√® ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza

Niente c’entra, ma forse s√¨, – come Jack Folla vai Mr Dj che Alcatraz √® lontana:
1)https://www.youtube.com/watch?v=0i0mUT2k34U
2)https://www.youtube.com/watch?v=gfHpWwWu-qY&list=RDJ1IT9WqI7zA&index=13

PS: la peana a cui facevo riferimento √® dedicata da Fede Mc Allister a Novara, ma non la trovo pi√Ļ.

Massive Attack

Il ragno tesseva senza stancarsi mai. La tela stava avvolgendo il mondo intero. Da Marsiglia si filava per quasi ventimila chilometri, fino a Saigon, il Laos, la Thailandia. Indocina: la rotta dell’oppio, della polvere, delle armi. I francesi ci sguazzavano da un secolo. Adesso laggi√Ļ il merdaio era totale. Ammazza ammazza, scanna scanna, fotti fotti. Condizione ideale per prosperare.
(54)

Questa è lunga.

Un’invasione di ragni e ragnatele. Dopo due ore in mezzo ai sentieri delle nostre campagne¬†ero cosparso di filetti bianchi a mo’ di¬†piccole strisce di carta igienica e a inseguirci, sia io che la Mitica Blu-con-le-Antenne avevamo pi√Ļ strascichi di una sposa. Per carit√†, i pi√Ļ saggi¬†lo ripetono ad ogni nota di sorpresa “tutti gli anni √® la stessa storia! non capisco perch√© tutti vi stupiate?!”. Beh perch√© sinceramente non mi ricordo di essere mai tornato a casa che sembravo una mummia. “Eh ma tu qui non ci sei mai..”, “go’ cap√¨, ti ga rasun, ma ci sono cresciuto. E vivevo pure in campagna da bocia“. Che poi se proprio ci devono essere ‘ste robe sar√† pure il caso che siano in primavera o no?! Ad ogni modo io, ripeto, non ricordo di averne mai viste cos√¨ tante. Per capirci, mentre tramontava il sole, in controluce i campi ne erano zeppi. No, cos√¨ non rende l’idea. Erano TALMENTE fitte, che se non stavi a guardare bene il riflesso del sole sembrava una improbabile patina gelatinosa por encima¬†del grano e del riso tagliato. Se non fosse estremamente fastidioso sarebbe un gran bello spettacolo! Che poi vaglielo a dire a Jimmy che √® proprio bello…con tutti quei microscopici ragni che gli camminavano su e gi√Ļ per la faccia pelosa e lui che non aveva nemmeno capito cosa fosse, si scuoteva senza senso..e senza successo.

Beh, comunque.. la prima cosa che ho pensato, quando ho smesso di grattarmi -perch√® erano davvero fastidiosi!- √® stato ci√≤ che vidi con il mio¬†sabio¬†nonnino una volta, millemila anni fa. Una di quelle estati in cui lui e la consorte si sobbarcavano per qualche settimana il peso di un nipote iperattivo nei campeggi delle coste toscane. Quella volta eravamo sopra Piombino, io avevo una manciata d’anni e ci facevo ancora le gare a chi arrivava primo con il mio nonno. Pur non essendo il mare pi√Ļ bello del mondo, le spiagge erano fantastiche: chilometri e chilometri di sabbia. E giocaci a pallone, e facci le piste con le biglie, e le buche e comunque non finivano mai. Ma nemmeno lo vedevi dove arrivavano. Gorgeous! Io e¬†il mio nonno da film dopo una bella colazione nutriente (mannaggia a loro e alla loro frugalit√†, che biscotti orribili mi hanno rifilato per anni convinti che mi facessero bene!), tutte le mattine ci facevano ‘sta camminata infinita per arrivare in spiaggia. Dovevano raggirarmi¬†de una manera u otra perch√© quando arrivavamo noi in spiaggia a farci compagnia c’erano solo i coetanei o fratelli maggiori di mio nonno che dovevano essere gi√† l√¨ da un paio d’ore e ti guardavano come a dire “de’ bellino, te tu’sei arrivaho tardi anche oggi, guarda ‘ndo gli√© issole di gi√†..”. Stesso sguardo che poi rifilavo ai miei amichetti quando mi venivano a pescare sotto l’ombrellone ad un’ora decente: loro carichissimi e io che quasi ne avevo le balle piene di stare in spiaggia a fare parole crociate col mio nonno, da film per carit√†, ma che comunque era pur sempre un nonno. Va beh come al solito tergiverso.

Una di quelle mattine, solitarie e un po’ noiose, ci capita sta cosa incredibile. Il mio nonno da film, manco avesse un sistema di difesa anti-missile incorporato, tira su il naso dalla Pagina della Sfinge, scruta l’orizzonte, punta¬†il Gerard-Depardieu prima a destra e poi a sinistra, fiuta l’inghippo e mi rifila un “guarda!”, cos√¨ laconico e privo di spiegazione, come solo un vero Istriano silenzioso sa dare. Con il dito che indica a Nord, l’occhiale da 5 Orizzontale appoggiato in basso sul Gerard-Depardieu cos√¨ da permettergli una messa a fuoco degna dell’Aquila di Mare Testa Bianca e …basta! Non si muove e non risponde ai miei fastidiossimi “ma cosa?”, “ma dove?”. Un paio di minuti dopo comincio a intravedere qualcosa (povero me, sono stramiope da molto pria di sta shtoriella!): una macchia bianca sospesa sul bagnasciuga. Una nuvola, no proprio una macchia. Poi non √® bianca, √® un po’ giallina e un po’ verdina. Un tubo. Stargate. Una quantit√† inconcepibile di farfalle. Anonimissime farfalle bianchine, che se te ne vedi una in un campo manco manco ti fermi troppo a farci caso, ma queste erano una cosa incredibile. Tutte insieme intente probabilmente a cantare qualche coro di motivazione o a raccontarsi le aspettative di quelle prossime vacanze sessuali nel nord dell’Africa. Fesserie a parte, sta massa uniforme oltre ad essere ordinata era come se seguisse una linea retta. Le prime dettavano il passo e tutte le altre che seguivano a tubo..c’era un metro al massimo tra le due pi√Ļ esterne e altrettanto tra la pi√Ļ alta e la pi√Ļ bassa.

“Beh s√¨ carino, ma certo che tirarci su due maroni per due ore solo per sta fesseria…”. Sta fesseria e durata tre giorni e tre notti!!! Cosa che neanche fare la Salerno Reggio Calabria in bici. O come mi dice sempre l’altro mio nonno “come quando mi mandarono in collegio a Roma da Agrigento con il treno a vapore..un giorno e una notte ci misi.” Fatto sta che questo episodio mi √® rimasto impresso in maniera indelebile. Ogni volta che vedo una di quelle manifestazioni spettacolari della natura alla Geo&Geo, me ne ricordo. Tentai di raccontarlo a una guida Masai nel parco Tsavo, quando ci trovammo costretti a cambiare “strada” perch√® i bufali¬†ci fecero un¬†zawadi maridadi¬†decidendo di migrare in un momento insolito dell’anno. Se le farfalle sembravano la gigantesca installazione tubica di un¬†artista scapestrato questi sembravano un confine, una frontiera. Due, tre al massimo, in fila “indiana”. Giuro, anche questi ordinatissimi (s√¨, lo so che ci sono delle questioni meramente protettive in entrambi i comportamenti!), con il loro compagnuccio preferito a raccontargli di quanto sia pi√Ļ forte la squadra dello Tsavo Est e non quella per cui tifava lui a Ovest. Va beh, ovviamente il mio racconto non impression√≤ NEANCHE UN PO’ la nostra guida. Qualcuno poi mi disse” vorrei anche vedere, quelli per essere considerati uomini nella comunit√† devono combattere i leoni, importa sega di ‘na scarica di farfalle su una spiaggia in Toscana!”. Beh, come dargli torto.

Tutto questo turpiloquio per dire cosa? 1393 parole di esercizio stilistico e flusso di pensieri? Quasi. La morale della favola √® che, nonostante sia molto fuori moda, riflettevo sul fatto che la maniera di pensare √† la¬†esploratore inglese del XIX secolo ha veramente un suo fascino. Quanto poco √® dissimile il comportamento umano da molte manifestazioni animali. Le ragioni che ci spingono a migrare ad esempio. Le ragioni che spinsero i miei nonni e che spingono oggi i miei amici nordafricani e quelli di casa mia non sono poi cos√¨ diverse da quelle che fanno muovere farfalle e bisonti.¬†Un posto pi√Ļ confortevole, dove poter vivere pi√Ļ serenamente e morire meglio. Ovviamente √® un discorso riduttivo e che vive della superficialit√† che ad una pagina virtuale di un blog si pu√≤ giustificare. Per√≤, come al solito, seguendo il consiglio Quechua di considerare tutte le entit√† come binomiche, mi viene da pensare che un’alta cosa abbiamo in comune con i nostri amici incapaci di parlare. Anche a noi ci fa scattare un impulso ingestibile quando qualcuno entra nel nostro territorio senza esserne invitato. Che sia la casa, il paese, la citt√† o la nazione. Beh, imagine there’s no country¬†e bla bla bla. Mica tanto semplice.

C’era qualcosa di pi√Ļ importante che volevo scrivere. MA √® solo per chi ha avuto la pazienza di arrivare sino qui, o l’arguzia di saltarsi il malloppone per vedere la canzone finale. Jimmy:

Immaginava Cary Grant che gli metteva una mano sulla spalla e gli diceva: <<Non mollare Roberspierre. L’importante non √® vincere o perdere, ma rimanere impeccabili. Ed √® questa la cosa difficile, perch√© per vivere bisogna sporcarsi le mani.>> Pierre strinse i denti, fece scroccare il collo, aggiust√≤¬†il collo della giacca. Troppo difficile?
<<Stile √® dimostrare a se stessi di essere sempre all’altezza>>. Sorrise storto, il sorriso pi√Ļ amaro che avesse mai visto nello specchio.

Dj consiglia: https://www.youtube.com/watch?v=IPENGb-FG5E